Sulla base delle indicazioni arrivate dal mondo produttivo, ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo alimentare – stima per l’Italia una produzione di 321.000 tonnellate di olio di oliva (+83% rispetto alla scorsa campagna olearia).
Fonte: Tendenze ISMEA
Ritorna pertanto a crescere la produzione nazionale dopo l’annata pessima del 2018, anche se la campagna olearia 2019/2020 appare ben lungi dall’essere considerata di “piena carica”. Il valore risulta infatti di poco superiore alla media degli ultimi quattro anni, ottenuta però considerando due annate veramente scarse quali il 2016 e il 2018.
L’incremento produttivo è stato di dimensioni inferiori alle aspettative a causa di un persistente freddo nella fase di fioritura seguito dall’arrivo improvviso del caldo durante allegazione, la fase iniziale dello sviluppo dei frutti. L’estate siccitosa ha, inoltre, causato qualche problema di stress idrico, mentre l’autunno caratterizzato da forti venti e temporali ha dato il via a fenomeni di cascola.
La ripresa produttiva, sebbene ridimensionata, parte dal Sud Italia, in particolare dalla Puglia che nella campagna passata era stata la regione più danneggiata a causa delle gelate. Purtroppo un autunno particolarmente ventoso e caratterizzato da forti piogge ha diminuito il potenziale produttivo.
Anche in Calabria è prevista un’abbondante produzione sebbene si stimi che le perdite dello scorso anno non saranno pienamente compensate.
In Sicilia un’ottima fioritura faceva presagire una campagna abbondante. Purtroppo il raccolto si è ridimensionato a causa di avverse condizioni climatiche nel periodo galleggiandone e a causa di una duratura siccità estiva.
E’ da rilevare la situazione diametralmente opposta verificatasi nelle regioni del Centro Nord, pesantemente penalizzate, sia per il fisiologico alternarsi di annate di “carica” e “scarica sia per le sfavorevoli condizioni climatiche che hanno accompagnato quasi tutte le fasi di sviluppo dell’olivo
Toscana e Umbria registrano un calo produttivo del 30% mentre, a Nord, la situazione è decisamente più critica (– 60% in Liguria e -80% in Veneto e in tutta l’area del Garda).
La resa totale mondiale di olio d’oliva per la stagione 2019 / 2020 dovrebbe confermare essenzialmente lo stesso valore dell’anno precedente con una differente ripartizione a livello nazionale:
la performance produttiva viene stimata intorno al -30% per la Spagna e potrebbe essere in gran parte compensata dalla crescita della Grecia (+62%), della Tunisia, più che raddoppiata rispetto allo scorso anno, dal Portogallo (+25%) e chiaramente dell’Italia (+84%).